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martedì 1 febbraio 2011

La Sagrada Familia 2

 
Martorell andava dritto in una direzione pericolosa e il suo allievo, Gaudì percorse la stessa strada senza tema. Nel 1914 gaudì si concentrò a tal punto sull’edificazione del Tempio che tralasciò tutti gli altri suoi progetti. Aveva un atteggiamento monomanicale, voleva analizzare ogni dettaglio, in nome di quella architettura organica che lo contraddistinse sopra tutti gli altri. Si dice che fu lui ad insegnare agli operai i segreti degli scalpellini medievali, si dice che fu lui il custode dei loro ultimi segreti. E visto che traeva spunto dalla natura per le sue opere, basta fare una visita in loco per rendersi conto di come la fanua e la flora fossero le sue suggeritrici, e considerato che i gesuiti sono sempre intimamente legati a Gaudì ecco, sommando questi due elementi non potrebbe essere che, il famoso Codice Voynich gli fosse stato di ispirazione? Stranamente questo misterioso codice emerse dalla pieghe del tempo proprio in quegli anni(1912) dalle mani dei gesuiti. Forse è solo una coincidenza, ma speriamo che indagini più approfondite possano gettare luce su eventuali legami tra il manoscritto più misterioso del mondo e l’archietto più fantasioso del mondo. Gaudì si era chiuso su se stesso e studiava e innovava per creare una sorta di monumento naturale e questa sua ossessione lo portò alle soglie dell’ascetismo e al giorno d’oggi in Vaticano, su richiesta di migliaia di catalani, si sta pensando addirittura alla sua beatificazione.
Quando Gaudì fu travolto da un tram e dopo pochi giorni morì, la Fabbrica della Sagrada aveva edificato solo tre quarti della facciata orientale, punto da cui erano partiti i lavori. Era stato edificato parte del transetto, tre delle quattro torri previste, e le cripte. La Sagrada Famiglia fu edificata in un luogo spoglio, ma perché fare in un punto così poco popolato una chiesa così importante?
E cosa unisce Antoni Gaudì a Berengère Sauniere, parroco di Rennes-le-Château?
Il 7 giugno 1926 quando Gaudì morì travolto da un tram sulla Gran Via delle Corti Catalane, qualcosa si ruppe tra la magia ancestrale e la città. L’architetto trascinato sul selciato per molti metri, non fu riconosciuto e dopo tre giorni di agonia, il 10 giugno, morì all'ospedale di San Pau. Pare che Gaudì abbia lasciato pochissimi progetti della Sagrada Familia, e che sia andata avanti un po’ così. C’è chi sostiene che solo dopo le Olimpiadi del 1992, la città abbia ritrovato la via naturale quella di una città sacra ad Iside. Tornando al Tempio di Gaudì in molti disprezzano la facciata occidentale ove, i soldati romani assomigliano a quelli di Guerre Stellari e la passione è forse un po’ troppo astratta. Passandoci vicino si vedono otto le guglie complete, ma pare che il progetto originale ne prevedesse diciassette.

"La Sagrada Familia di Gaudì deve rappresentare i momenti salienti della vita di Cristo-Sole, dalla nascita alla morte, fino al suo trionfo sulla stessa. Sarà la cupola centrale a coronare il progetto, dando l'idea di stare all'interno di una città celeste, di compiere un cammino di Ricerca che deve portare all'armonica unione con il divino" appare nel sito del Tempio Espiatorio.
Ma allora siamo ancora in presenza di correnti telluriche, leylines, Iside e Osiride? Forse sì. Forse non conta molto ai fini della nostra indagine magica ma, sapevate che Antonì Gaudì conosceva l’abate di Rennes-le-Château, Berengère Sauniere? Emma Calvé, cantante lirica francesce, era amica intima di entrambi e sostiene che Sauniere consegnò a Gaudì un oggetto trovato tra le fondamenta della chiesa pirenaica proprio perché l’architetto catalano lo inglobasse nella cripta in costruzione. Misteri. Come misteriosa appare la linea che unisce geograficamente la Cattedrale di Santa Eulalia, la Sagrada Familia, il monumento a Colombo alla fine dalle ramblas e Rennes-le-Château.

giovedì 27 gennaio 2011

La Sagrada Familia 1

 
Si tratta davvero di una chiesa? Gaudì era veramente un fervente cattolico? Perché è chiamata Tempio dellì’Espiazione? Tutte domande a cui cercheremo di dare una risposta per comprendere cosa rappresenti in realtà il monumento più famoso di Spagna.
Ufficialmente un massone, Francesc de Paula i Villar, ebbe il compito di realizzare questo tempio. Perché di tempio si tratta. Il tutto ebbe inizio nel lontano 1882, il giorno di San Giuseppe, con la posa della pietra angolare. Quello che accadde dopo però fu abbastanza strano. Le pressioni esterne fecero approdare al progetto anche Joan Martorell i Montell, il più famoso architetto del tempo che fu anche maestro di Antoni Gaudì e quando Villar abbandonò il progetto a causa delle critiche, fu Martorell stesso a indicare, due anni dopo, nel 1884, in Antoni Gaudì l'uomo idoneo a realizzare l’edificio. All’epoca Gaudì aveva solo 31 anni, ma già aveva realizzato opere pregevoli in Catalunya e il suo stile modernista aveva affascinato già persone molto influenti. Ed ecco che di punto in bianco, una volta affidatogli il progetto, Gaudì, il cui stile di vita era stato sino ad allora molto bohèmien, cambiò registo e si dedicò anima e corpo al Tempio Espiatorio, proprio come un maestro d'opera medievale. Stiamo parlando di una figura che oggi è scomparsa e che è molto diversa dall’odierno architetto. Infatti i maestri d’opera delle cattedrali gotiche con i loro scalpellini trasmettevano un sapere magico-esoterico ben più sacro del Cristianesimo. Cosa che oggi è ormai andata perduta. Tornando a noi, dobbiamo evidenziare che fu proprio in questo monmento storico che a Barcellona fiorirono numerosi “incredibili” edifici. Edifici massonici? Esoterico? Cabalistici? Alchemici? Probabilmente la risposta a tutte queste domande è affermativa. Il tutto avvenne grazie ai finanziamenti ddll'Esposizione Universale del 1888. Ecco che allora Gaudì cominciò a lavorare alal Sagrada Famiglia rivoluzionandone il progetto proprio cominciando dalla facciata della Natività. Da notare che l'orientamento del tempio differisce da quello di tutte le chiese con l'abside ad est, e invece segue l'andamento della città: orientamento nord-est molto evidente. E mentre edificava la Cappella di San Giuseppe e la cripta, Antonì Gaudì cominciò a riempire Barcellona dei suoi simboli.
I lavori termineranno forse nel 2050, e il Tempio che si specchia in un laghetto nei giardini antistanti la facciata della Natività, è profondamente legato all'acqua, quasi per sottolineare l'aspetto della Creazione? È così che la nascita di Gesù diviene la nascita stessa della vita sulla Terra che emerge dal Mare? Forse, anche se vedendola alla Lovecraft il riferimento al Mare farebbe venir in mente ben altri esseri. In ogni modo, tornando a noi, Gaudì, grazie alla ricchissima famiglia Güell, realizzò molti edifici e anche uno splendido giardino: il celebre Parc Güell. Quest’ultimo altro non è che un trattato alchemico di pietra e ceramica di cui tratteremo in un altro articolo. Più sconosciuta è la chiesa del Sagrat Cor, situata tra il centro storico e l’insolito quartiere dell'Eixaple. La chiesa, progettata da Martorell, vide la collaborazione di Gaudì a cui l’esimio architetto era molto legato. Al suo interno la statua di Sant'Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti, e la teca contenente la spada, che consegnò come ex-voto al vicino monastero di Montserrat. Ora tralasciando il fatto che anche qui appaia una Moreneta(piccola madonna dalla pelle scura), ne parleremo, è curioso notare la scritta "MAGD" sulla facciata, che sembra celata dai decori, che fa riferimento evidente a Maria Maddalena, per alcuni moglie di Gesù. Ma in realtà il Monogramma Mariano MA non è un riferimento alla Maddalena, ma alla Dea Madre e all'epiteto Meri-Amon (MA) utilizzato in Egitto quando ci si riferisce a Iside. La facciata e la cupola della chiesa del Sagrat Cor, capolavoro indiscusso di Martorell, sono piene di riferimenti massonici. Oggi è la sede dei Gesuiti forse l’ordine religioso più vicino alla massoneria. Torniamo però alla Sagrada Famiglia, il monogramma "MAGD" che richiama il Monogramma Mariano Meri-Amon, presente sul Sagrat Cor è anche presente su un cancello della Sagrada Familia.

Fine Prima Parte

venerdì 7 gennaio 2011

GAUDÍ E LA COSTELLAZIONE DELL’ORSA MAGGIORE



Dovevamo tornare su Gaudì, non c’era ombra di dubbio. Ma lo faremo con classe e cercheremo di svelarvi qualcosa che non è di pubblico dominio. Come dice il secondo principio della corrispondenza del Kybalion "Come in alto, così in basso. Come è in bass, così è in alto ", modificato e utilizato in una forma spuria ma ben nota a tutti: “Come in cielo così in terra”. Ecco cosa rimane agli occhi dei profani di un messaggio esoterico fondamentale. Eppure molte culture, a prescindere dalla religione, hanno cercato di prestare fede a questo principio, hanno cercato cioè di plasmare quanto c’è in terra con quanto si vede in cielo. Sin dall’antico Egitto con le sue maestose piramidi allineate con precisione scientifica alla cintura di Orione, ma anche nella grande Cina in cui la Costellazione dell’Orsa Maggiore ha un riferimento preciso nel Tempio di Confucio (la porta Lingxing, il cui nome deriva da questa Costellazione e che simboleggia Confucio come una stella); più recentemente possiamo vedere come, grazie allo studio di Francisca Martín-Cano Abreu, i templari avevano edificato in Spagna i loro siti di modo tale che rappresentassero la posizione di varie stelle e di alcune costellazioni principali presenti nella volta celeste. Vogliamo parlare poi delle cattedrali di Francia? Basta leggere il libro di Javier Sierra, 'Las Puertas Templarias', per scoprire che le principali cattedrali francesi furono costruite su ordine templare e che formano la mappa della Costellazione dell Vergine. Insomma vari sono gli esempi del passato in tal senso. Analizziamo qui, brevemente se e come Gaudì ha tenuto fede al principio mistico esoterico del Kybalion. E per farlo lasciamoci guidare dall’interessante romanzo 'La Clave Gaudí' di Esteban Martín e Andreu Carranza. Nel romanzo leggiamo di sette opere architettoniche: Palau Güell, Casa Batlló, La Pedrera, Casa Vicens, Parque Güell, Casa Calvet e la Sagrada Familia che se viste dall’alto formano proprio la Costellazione dell’Orsa Maggiore. Nel romanzo gli autori parlano anche delle poco conosciute Sette Torri del Diavolo, che si riferiscono allo stesso tema e menzionano un testo in italiano che ne tratta ampliamente e che il famoso occultista René Guenón conosceva bene: queste sette torri formano, come le opere di Guadì la medesima costellazione dell’Orsa Maggiore, anche se i loro punti sono molto più distanti di quelli di Barcellona. Secondo questo ineffabile libro italiano ognuna di queste torri è controllata da sacerdoti di una società segreta e rappresenta un centro di contra-iniziazione. Guenón ci dice che queste sette torri sono ubicate a: 1. zona del Monte Nuba (Sudán ), 2. Níger, 3. Siria, 4. Iraq, 5. zona del Turkestán, 6. estuario del Río Ob ( Siberia ), 7. Isola de Belvy ( Mar di Kara, Rursia).
Ma perché l’Orsa Maggiore?
Ora Plutarco ci dice che per gli antichi egiziani questa costellazione era assimilata agli dei Set-Tifón. Ma che la consideravano foriera di influenze negative, essendo la sua interpretazione simbolica invertita, e che anche per gli antichi egizi rappresentava una sorta di contro iniziazione, una forma distorta della antiche tradizioni ortodosse, così come per esempio la posizione della grandi cattedrali gotiche e che quindi noi dobbiamo considerare l’Orsa Maggiore di Gaudì come basata non su questa tradizione dio contro iniziazione ma invece imperniata sulle sette stelle dell’apocalisse di San Giovanni. Ecco che come le sette stelle dell’Orsa Maggiore compaiono nell’Apocalisse così le sette opere di Gaudì devono associarsi ad essa. Coincidenze labili? Forse. Certo è che quando il grande architetto muore travolto da un tram verranno ritrovati nella sua borsa testi dell’Apocalisse di San Giovanni e un po’ di frutta secca.
Il romanzo 'La Clave Gaudí' ci introduce al mistero e fa intendere che queste sue sette opere possano formare la costellazione dell’Orsa Maggiore e che la geometria sacra è molto più presente nel mondi di quanto si creda.

martedì 4 gennaio 2011

IL MISTERO DELLE LOGGE MASSONICHE



Con questo articolo cominciamo la lunga disamina delle influenze massoniche a Barcellona. Non è facile stabilire quando la massoneria giunse nella città catalana ma tutto sembra voler indicare il XVIII secolo. In ogni caso, nonostante non esistano prove scritte in senso stretto, esistono dei bassorilievi e delle effigi su due delle tre porte dell’antica Caja de Reclutas della Calle del Comercio. Questi indicano chiaramante la presenza della massoneria nel XVIII secolo.
Dopo la conquista di Barcellona, il re Fillippo V per punire i cittadini per la loro ostinata resistenza decise di abbattere centinaia di case del Barrio de la Ribera fino al limitare della calle del Comercio odierna. Tutti i palazzi furono abbattuti e le rovine gettate in mare e nel terreno così sgomberato successivamente fu edificato il noto quartiere di Barceloneta. Fu il convento dei frati agostiniani a fare da limes per la distruzione anche se parte dell’edificio fu trasformato nella Escuela de Matemáticas del Ejército, e divenne Ospedale Militare. Fu a circa metà del XVIII secolo che furono apposti i simboli massonici della squadra e compasso sopra le porte che tutt’oggi possiamo vedere. Cosa quanto mai insolita a causa del franchismo che come ben si sa era un movimento anti massone per eccellenza, quante truppe saranno passate sotto gli odiati simboli massonici non ci è dato sapere ma sicuramente è facile immaginare il loro stato d’animo contrito. Il XVIII secolo era un secolo particolare nel quale molti officiali dell’esercito parlavano varie lingue, e leggevano regolarmente molti libri. In ogni modo, dopo il breve regno dell’occupazione napoleonica, i massoni francesci non si lasciarono sfuggire l’occasione per fondare la loggia nel Palau Centelles della bajada de San Miguel, la massoneria spagnola crebbe ed eresse la sua sede nella calle della Basea e a Tantarantana, vicino alla odierna piazza Ou. Altre logge nate nella calle Ferlandina oggi si crede fossero le più antiche della città. I vecchi barcellonesi fino a poco tempo fa evitavano di passare nelle strade in cui esistevano le logge perché le ritenevano terreno maledetto. Chi abitava in quelle vie teneva sempre le imposte chiuse per evitare che il diavolo, sì proprio lui, che si credeva prendesse parte regolarmente ai riti dei massoni, potesse inopinatamente infilarsi in casa. Per saperne di più consiglio:



martedì 28 dicembre 2010

Il Misterioso Triangolo di Gaudì




Basta avere davanti una cartina stradale di Barcellona e un righello per ottenere la dimostrazione di quanto ha realizzato Gaudí: cioè segnare Barcellona con un triangolo gigantesco dai cateti uguali. Il triangolo viene definito da tre punti, che costituiscono i suoi vertici. Analizzando il triangolo di Gaudí i vertici sono: l’atanor situato nella scalinata d’accesso del park Güell, l’arancio dei pavillion Güell di Pedralbes e la Piazzetta Aribau del parco della Cittadella che, già di suo, è tracciata a forma di freccia che indica proprio la direzione che conduce ai pavillon di Pedralbes.
Anche se è vero che l’apporto di Gaudí alla costruzione della Piazzetta di Aribau fu minima e comunque sempre sotto la direzione dei fratelli Fontseré, mastri d’opera, con i quali lavorò verso la fine dei suoi studi di architettura. I Fontseré appartenevano a “la Asamblea de Logias de Barcelona” ed erano, come buona parte degli amici di Gaudí a quell’epoca, entrambi massoni.
Così come era massone Josep Xifré, uno degli esponenti più noti di Barcellona dello scorso secolo. Era un indiano, costruttore della famosa Casa Xifré dove si trova il noto ristorante dal nome iniziatico di “Las Siete Puertas” che dimostra, anche architettonicamente, la cultura massonica del suo edificatore. I terreni sui quali si costruì l’Hospital de Sant Pau erano di proprietà di Xifré, il cui architetto principale era, Elías Rogent, direttore della Escuela de Arquitectura quando Gaudí ancora la frequentava.
Quello che risalta immediatamente agli occhi è che, tracciando una linea dall’entrata principale dell’Hospital de Sant Pau, attraverso la avenida Gaudí, questa finisce per passare per l’abside della Sagrada Famiglia, che non dimentichiamoci Guadì chiama Tempio non a caso, e prosegue attraversando Barcellona fino a concludersi al Palau Güell. Anche se oggi rimane un mistero sul perché la ricca famiglia Güell costruì lì quel sontuoso palazzo. Questa linea traccia la direzione Nord-Sud, mentre l’ipotenusa del triangolo di cui abbiamo parlato segna la direzione Est-Ovest.
Cosa mette in luce tutto questo? Probabilmente solo perplessità e scetticismo: statisticamente è difficile che tutte queste coincidenze geometriche siano frutto della causalità. Ma d’altra parte, affermare che furno tracciate intenzionalmente sembra incredibile e a quel punto ci condurrebbe ad accettare una comunione esoterica tra Elías Rogent, i fratelli Fontseré, Josep Xifré, la famiglia Güell e Antonio Gaudí.