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giovedì 21 aprile 2011

LA MORENETA DI MONTSERRAT E’ DAVVERO IL SIMULACRO DI ISIDE? parte seconda

 


Ecco allora che questo monastero, incastonato tra i picchi, conserca al suo interno la singolare statua della Moreneta, la Madonna Nera. Alla Moreneta si sale con una ripida rampa di scale che sale dalla navata destra. Secondo alcuni visto che uno dei più grandi propugnatori di Iside fu Napoleone, il quale aggiunse la stella Sirio, simbolo Isiaco, allo stemma di Parigi come a sottolinearne l'origine, quando conquistò la Spagna fece cannoneggiare il santuario di Montserrat per liberare la Moreneta, cioè Iside, che era prigioniera della religione usurpatrice. In ogni modo il bombardamento fu vano e l'abbazia benedettina, fondata nel 1025 si è sempre costantemente ampliata. Oggi c’è perfino una strada asfaltata! Ma i pellegrini che ormai vi si recano a frotte sembrano non notare le tante stranezze: 
1) l'incredibile spostamento dell'ago della bussola che avvinee all'interno della chiesa, esattamente nella navata sinistra all'altezza della cappella dedicata a Cristo con le croci templari; 
2) le grotte che si aprono improvvise un po' ovunque nel terreno circostante che si dice siano popolate fin dalle Invasioni Barbariche di comunità di eremiti che non vogliono essere disturbati; 
3) del famoso quanto misterioso enorme lago sotterraneo nelle viscere della montagna raggiungibile da alcune gallerie e da vari tunnel ben occultati. 
4) Qui quando si fulmina qualche relé, gli elettricisti vengono fatti scendere bendati nelle profondità scavate nella roccia di arenaria e fatti lavorare guardati a vista dai monaci benedettini. Perché? Cosa c’è là sotto? 
5) C’è poi, sempre qui una ampia casistica ufologia, ora se diamo per assodata la tesi più scettica, quella che cioè le luci degli Ufo che appaiono nel cielo attorno ai picchi siano in realtà “solo” fulmini globulari, allora dobbiamo chiederci: perché qui il campo magnetico cambia e li attira? 
6) E se la Moreneta è soltanto una statua di Iside sfuggita alla distruzione cristiana e in seguito utlizzata come immagine della Madonna Nera, perché in questo luogo sono nate decine di strane vicende durante la II Guerra Mondiale? Cosa c’è a Montserrat? 
Il prossimo post svelerà le strane spedizioni dei nazisti in questo luogo misterioso.

venerdì 18 febbraio 2011

Il Mistero dei Cordeleros


Barcellona ebbe durante i secoli tre gruppoi di emarginati: ebrei e gitani che vivevano nella "isleta del Raval" e al "call". Ci fu però un altro gruppo meno conosciuto che soffrì la stessa emarginazione: los cordeleros(coloro i quali fabbricavano le corde).
Dalle ombre più oscure del medio evo i cordeleros sono sempre stati oggetti di discriminazioni: si vociferava avessero la coda, le domeniche i loro ombelichi sanguinavano, incompetenza professionale, sputi pieni di vermi, e di praticare le arti magiche e la stregoneria.
Los cordeleros erano nomadi; girovagavano in cerca di materia prima e per questo vagavano o si fermavano a seconda della ricchezza dei luoghi. La canapa era coltivata in zone al di là della attuale Arc de Triomphe, in Glorias e la Llacuna, e visto che si trattava della cannabis, quando questa popolazione dormiva vicino ai campi veniva leggermente intossicata respirando i fumi emessi dalle piante. Questo li immerse in una sorta di sonno ipnotico in cui forse avevano e sperimentavano fenomeni di chiaroveggenza. Ecco come si guadagnarono la fama di stregoni. Le corde che loro fabbricavano erano famose in tutto il bacino del mediterraneo, anche se producevano anche le corde per le impiccagioni, cosa che lì rese invisi al popolo. Per i familiari dei condannati i cordeleros erano i responsabili dell’orrenda morte dei loro parenti. Nel popolo circolavano voci incontrollate che vedevano i cordeleros ricevere ingenti somme di denaro per fabbricare corde che si rompevano nel corso dell’esecuzione. Perché se ciò si fosse verificato i rei venivano perdonati.
I cordeleros vivevano nella Ribera e nel Raval. Vicino Piazza del Padró, e a calle de la Botella. In quell’epoca e in alcune decine di anni successivi non gli era permesso infatti abitare dentro la Barcellona protetta dalle mura e solo le loro mogli potevano entrare in città per vendere le loro mercanzie ma dovevano uscire dalla zona prima del calar della notte. Gli unici cordeleros rispettati erano coloro i quali fabbricavano le corde che si utilizzavano nella Cattedrale.